Omit
Tracer
2CD HMS 005


Electronique
December 2005


Questo è un grandissimo disco di musica elettronica, con connotazioni che oserei definire geniali.

Omit è lo pseudonimo di Clinton Williams, musicista elettronico che "opera" dalla seconda metà degli anni '80 in Nuova Zelanda. Uno studio spasmotico della psiche il suo, una ricerca delirante del suono ossessivo, fino a giungere all'estremo. In questo doppio cd dal titolo Tracer, che fà capolino ad un aggettivo come monumentale, Omit costruisce tunnel sonori partendo da degli oscuri loop di base creati tramite strumentazione analogica.

La genialità del lavoro sussiste infatti nella dosatura degli elementi, nella loro messa in opera. Partendo dal presupposto fondamentale che si tratta di musica elettronica sempre oscura e sotterranea, e che mai vedrà luce, Omit compie un'aggiunta manuale di elementi ritmici tramite la sua personalissima drum machine, costruita e personalizzata nel corso degli anni. E' così che tracce all'apparenza glaciali e rarefatte, assumono fisionomia e calore con il passare dei minuti. Un lavoro certosino, che rende la sua totale bellezza se ascoltato con estrema attenzione, solo così è possibile, infatti, cogliere la magia assoluta di quest'album.

Tante le tracce, ma un unico, grandioso, viaggio. E verrà quasi da "gridare" al miracolo, quando nel secondo cd ("Link-Op" la traccia), entra in gioco una struggente melodia creata con l'uso di un'organo suonato con le lacrime, mentre il pattern ritmico incalza un basso che tuona il suo eco all'infinito, ed una vellutata voce robotica nè scandisce il tempo. Curato all'eccesso, questo è il pensiero che ti si stampa in mente. Ed il tutto racchiuso in un'elegantissimo packaging, con le scritte incise nella carta ruvida e pesante, con il suo colore "spento" che rimanda ad una sospetta calma. Un capolavoro!! - Jan Willem Broek